La rintracciabilità

  Un tempo la popolazione si alimentava con prodotti ottenuti in casa (pollaio, orto, ecc.) o acquistati vicino a casa (dal contadino). Oggi gli alimenti vengono acquistati in negozi e supermercati, con molti passaggi intermedi dal produttore al consumatore finale, rendendo difficile risalire alla origine del prodotto.
  Le richieste da parte del consumatore riguardo all'origine e alla qualità degli alimenti sono notevolmente notevolmente negli ultimi anni, anche in seguito ai molti scandali ("mucca pazza", "carne alla diossina") che hanno investito in particolare il settore zootecnico. Ciò a fatto da stimolo alla legislazione in questo campo.
  Nel 1993 viene pubblicata la direttiva comunitaria 93/43 che ha coinvolto le aziende con i manuali di autocontrollo più conosciuti come l'HACCP. Tale direttiva aveva come obiettivo quello di cambiare la mentalità del sistema agroalimentare, passando da una legislazione basata sulla repressione ad una basata sulla responsabilizzazione dell'operatore alimentare (dall'ispezione e dai controlli - e dalle conseguenti sanzioni, alla prevenzione dei rischi attraverso il controllo dei punti critici del processo produttivo).
  Il D.Lgs. 155/97 prevede il "numero del lotto": si comincia cioè a riflettere sull'importanza di conoscere la storia e non solo le caratteristiche del prodotto finale. Forse si riteneva sufficiente l'HACCP per prevenire i rischi alimentari, ma è la cronaca di tutti i giorni a farci sapere che non è così. L'UE ha scelto una linea più centralizzata: non più una direttiva ma un regolamento, strumento legislativo subito in vigore su tutto il territorio comunitario (il regolamento entra in vigore con il recepimento attraverso una apposita legge nazionale).
  Il 28 gennaio 2002 è stato così pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il regolamento n. 178 che stabilisce i principi e i requisiti della legislazione alimentare. Entra in vigore il 1° gennaio 2005.
  Il Reg. (CE) n.° 510/2006 relativo alla protezione delle indicazione geografica e delle denominazioni di origine richiede che i produttori agroalimentari che beneficiano di una D.O.P. o di una I.G.P. siano ottenuti in conformità al relativo disciplinare (art. 4) e che la verifica del rispetto dei requisiti disciplinati sia effettuata da autorità competenti e/o da organismi di controllo, conformi all'art. 10 e 11 dello stesso regolamento.
  Con decreto 3 gennaio 2011 è stata concessa l'Autorizzazione all'organismo denominato "Agroqualità SpA" ad effettuare i controlli sulla denominazione "Agnello del Centro Italia" protetta transitoriamente a livello nazionale con decreto 7 luglio 2010.
  Le registrazioni  delle attività dei controlli interni (autocontrollo) degli operatori (allevatori, macelli e laboratori di sezionamento), danno evidenza del rispetto del disciplinare e che concorrono alla produzione di una partita di carne di agnello identificata come "Agnello del Centro Italia" I.G.P. in p.n.t.

  IDENTIFICAZIONE E RINTRACCIABILITA'
  Ogni fase del processo produttivo è monitorata, documentando gli input e gli output. In questo modo, e attraverso l'iscrizione in appositi elenchi gestiti dalla struttura di controllo degli allevatori, dei macelli e dei laboratori di sezionamento, nonchè attraverso la dichirazione tempestiva alla struttura di controllo della quantità degli agnelli macellati e delle carcasse sezionate, porzionate e confezionate, è garantita la tracciabilità del prodotto.

  ALLEVATORI
  Dopo che l'allevamento ha subito una visita da parte dell'Ispettore incaricato, con risultato positivo, dovrà provvedere a acquistare le marche auricolari per gli agnelli, di colore bianco, in sostituzione delle tradizionali marche di color salmone, tramite il proprio fornitore o direttamente dal produttore (ditta Bernareggi).
  Gli allevatori dovranno adeguatamente identificare, in azienda i capi  destinati alla I.G.P., prima dell'invio esclusivamente al mattatoio del circuito dell'Agnello del Centro Italia, tramite apposizione di marche auricolari bianche, riportanti il codice identificativo aziendale  e l'acronimo "ACI".

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